Fondandoci sui dati
panel TREE, analizziamo l’incidenza, le ragioni e gli
effetti dei cambiamenti professionali al momento della transizione tra apprendistato
e lavoro. Un anno dopo il diploma, circa il 9% degli apprendisti esercitano una
professione notevolmente differente da quella imparata. I fattori principali
che influenzano tale cambiamento hanno a che vedere con le caratteristiche della
stesa professione imparata, ad esempio il livello di difficoltà e di esigenze,
la disoccupazione del settore così come la soddisfazione con la propria
formazione. Variabili legate al background personale e alle capacità specifiche
dei diplomati, così come sono misurate negli esami in uscita e da Pisa,
mostrano per contro un effetto limitato.
Coloro che cambiano professione guadagnano in media il 5% in meno di coloro che
continuano a lavorare nella professione appresa. Questo risultato suggerisce
che durante la formazione di base ci sia una specializzazione che viene premiata
in seguito: il capitale umano specifico alla professione acquisito durante l’apprendistato
viene remunerato dal mercato del lavoro. Tuttavia gli effetti salariali non sono
omogenei. In media, coloro che cambiano professione guadagnano comunque significativamente
meglio delle persone senza una educazione post-obbligatoria.
Confrontando persone
che hanno seguito un apprendistato duale con persone che hanno seguito delle
scuole professionali a tempo pieno, si nota come questi ultimi guadagnano leggermente
meno, in generale, e mostrano una probabilità più alta
di cambiare professione. Dopo un cambiamento di professione non
vi è più una differenza salariale significativa
fra i due gruppi.
|